A Firenze chiude Amon, il re del falafel e dell’integrazione

Panineria egiziana Amon a FirenzeForse era il 1989, ero giovanissima e i miei capelli erano in parte fucsia, il mio look era tendente al punk ed ero già vegetariana da un pezzo. La Firenze paninara fino a quel momento offriva a noi erbivori esclusivamente pane, mozzarella e pomodoro, e quando andava bene anche una foglia di basilico condita con olio e sale. Capitai da Amon quasi per caso, all’epoca era gestito da un ragazzo dai tratti arabi e da sua moglie, forse italiana. Sentivo che lo stile punk (non molesto) non era gradito dal proprietario, ma in quel buchetto (inizialmente c’era solo la prima stanza) avevo scoperto i panini più buoni del mondo, i falafel di fave! Con duemila lire era possibile assaporare delizie che ricordavano l’oriente, inebriate da spezie inusuali e dal pane pita (fatto da loro), conditi con una magica salsina bianca (tahini) e accompagnati da pomodoro, insalata e salsa piccante a scelta. Era l’alternativa paradisiaca al pallosissimo panino mozzarella e pomodoro. Un sogno! Peccato per l’antipatia della coppia che l’aveva aperto, ma questione di poco… Dopo alcuni anni infatti cambia la gestione e da allora Amon, la prima panineria egiziana a Firenze, viene sapientemente condotto da Nema e suo marito, una coppia egiziana. Nema è l’esempio di una donna forte, una donna che si conquista la sua femminilità e italianità giorno dopo giorno, che gestisce una famiglia con molti bimbi piccoli e che lavora instancabilmente più di dodici ore al giorno! E anche il marito non è da meno. Si apre magicamente anche la seconda stanza e si riesce finalmente a degustare il loro magnifico falafel anche da seduti! Aumentano anche le salse e il falafel può essere mangiato anche con la loro strepitosa crema di melanzane grigliate (io odio le melanzane, ma la loro salsa è sublime!).
Nema e la sua famiglia sono un esempio di perfetta integrazione, hanno portato un contributo culturale importante nella nostra città facendoci conoscere e apprezzare cibi e sapori di un paese diverso. La chiusura di Amon per me rappresenta un lutto culturale e impoverisce Firenze al pari delle chiusure di Marzocco, Edison, Seeber, la trattoria Le Sorelle, il bar Amici Miei, tanto per citarne alcuni.

Ma perché chiude Amon? Perché a quanto pare il Comune di Firenze non rinnova il contratto di affitto.
Su change.org è possibile firmare una petizione rivolta al Comune di Firenze.

Firmate!

http://www.change.org/it/petizioni/comune-di-firenze-non-chiudete-amon

 

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